La Scuola dello Sport del Coni torna ad occuparsi, per il secondo anno consecutivo, di formazione, allenamento e performance degli atleti disabili, ben conoscendo la complessità dell’argomento, che richiede conoscenze didattiche e metodologiche specifiche.
Lo farà sabato 5 aprile all’Acqua Acetosa, a Roma, presso l’aula 5 del Centro Congressi, in occasione del seminario sullo sport per atleti disabili. Organizzato in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico, il seminario è destinato a tutti i Tecnici sportivi interessati, Direttori sportivi, Preparatori fisici impegnati in attività agonistica di alto livello, docenti della Scuola dello Sport e delle Scuole Regionali di Sport.
Verrà affrontato il complesso mondo dell’allenamento per la performance sportiva degli atleti disabili e saranno analizzati i problemi tecnici generali trasversali a tutte le discipline sportive, mettendo in rilievo il miglior modo di affrontare i metodi didattici ed il rapporto allenamento-insegnamento, più che mai importante per questa categoria di atleti.
L’obiettivo è offrire nuovi percorsi formativi che rispondano alla sempre maggiore richiesta di professionalità nel quadro della disabilità sportiva, un campo in cui si registrano sempre maggiori successi anche da parte degli atleti italiani. Verranno trattati temi come gli adattamenti e le indicazioni didattico-metodologiche nello sport per disabili, gli aspetti psicologici delle attività sportive per i disabili, le analogie e le differenze nelle discipline sportive come il nuoto, l’atletica leggera e il tennis. Saranno presenti la responsabile dell’Ufficio studi ricerca e formazione del Comitato Italiano Paralimpico, il direttore tecnico Giuseppe Marino e lo psicologo del Cip Carlo Lai.
Ancora risultati eccezionali per i disabili, impegnati ultimamente nello sci alpino. Si sono svolti infatti a Sestrière, dal 7 al 10 marzo, i Campionati italiani assoluti e di società di sci alpino. Sessantacinque atleti ai cancelletti di partenza, per tre giorni di gare intense.
L’evento, organizzato dal Comitato Italiano Paralimpico in collaborazione con la società Freewhite Ski Team, ha visto la partecipazione di tutti i migliori sciatori a livello nazionale. Moltissime le medaglie ottenute dagli atleti azzurri. Pregiatissimi Melania Corradini (Sportabili Onlus) e Gianmaria Dal Maistro (Fiamme Azzurre). Dopo aver ottenuto il trofeo del Super G venerdì 7 marzo, infatti, sabato e domenica si sono ripetuti aggiudicandosi anche quelli dello Slalom Gigante e Slalom Speciale.
Melania Corradini, in categoria standing, ha ottenuto il gradino più alto del podio del Gigante, seguita da Valeria Delvecchio (Disabili Valcamonica).
In classe blind, invece, Gianmaria del Maistro con la sua guida Tommaso Balasso, hanno preceduto Luigi Bertanza guidato da Ivan Morlotti (Special Bergamo) e la coppia Diego Poli-Luciano Dotto (Non Vedenti Vicenza). Sfida tra compagni di club per Christian Lanthaler, Hansjorg Lantschner e Florian Planker (Disabili AltoAdige), giunti rispettivamente primo, secondo e terzo nella categoria standing.
Per la classe blind donne, hanno vinto Gemma Pedrini (Non Vedenti Milano), neo campionessa di Slalom Gigante, condotta da Lorenzo Migliari, seguita dalla coppia Beatrice Biasuzzi-Laura Ruffinoni (Sportabili Onlus) e Debora Quadri-Luca Lazzaroni (Special Bergamo). Ha vinto il titolo italiano in categoria sitting, infine, Pietro Trozzi (Asha), argento per Vindicio Vescovi (Sci Club Nervesa) e bronzo per Pietro Mazzei (Sport di Più).
Domenica era di scena lo Slalom Speciale, dove si è imposta ancora una volta Melania Corradini, seguita da Valeria Del vecchio. I vice campioni della categoria visually impared sono stati Nicholas Parisi e Fabio Ronzoni (Disabili Bergamo Omero), terzi Vito Lupo con Carlo Vanoni (UICI Torino Onlus).
La nuova campionessa di Slalom speciale è risultata Beatrice Biasuzzi, in classe blind. Nel settore standing: Florian Planker si è aggiudicato la medaglia d’oro, l’argento è andato a Luca Carrara (Special Bergamo), il bronzo a Gianluigi Rosa (Disabili Alto Adige).
Infine, la categoria sitting dello Slalom speciale ha visto salire sul gradino più alto del podio Vindicio Vescovi: dietro di lui Pietro Mazzei e Pietro Trozzi.
Anche gli atleti disabili saranno i protagonisti della manifestazione che si svolgerà sabato 15 marzo alle 10.30 a Milano in piazza Sant’Angelo 2, in occasione dell’assemblea annuale di “Amova”, l’Associazione Medaglie d’Oro al Valore Atletico, associazione benemerita riconosciuta dal Coni.
Disabili sempre più bravi nelle attività sportive, che riceveranno i meritatissimi premi dell’Amova. L’Associazione infatti premierà le medaglie d’oro al valore atletico che, nel 2008, festeggiano il cinquantesimo anniversario dall’assegnazione della medaglia d’oro, mentre prestigiosi riconoscimenti verranno assegnati ai giovani campioni emergenti.
Due le persone con disabilità che verranno premiate dall’Amova. Si tratta di Michela Galbusera e Jeff Onorato. La prima riceverà la medaglia d’oro nella categoria dei giovani campioni emergenti, il secondo riceverà un riconoscimento speciale. Le storie dei due campioni dimostrano tutta la tenacia e le abilità che i disabili sono in grado di dimostrare, giorno per giorno e anche nelle attività sportive.
Michela Galbusera, 29 anni, è una bravissima tennista affetta da parziale sordità - il termine scientifico è ipocusia bilaterale. Ha cominciato a nove anni a calcare i campi da tennis e non li ha più abbandonati. Di lei le insegnanti che negli anni l’hanno portata a livelli sportivi eccellenti hanno sempre detto che la stoffa del campione c’era. E Michela non le ha mai deluse. Medaglia d’oro a 16 anni agli Europei di Merano, l’anno dopo ha raggiunto lo stesso traguardo alle olimpiadi in Nuova Zelanda. Oro in Inghilterra nel 1991 nel campionato a squadre, Michela ha ripetuto il successo nel 1992 agli Europei in Germania. Anche nel 1993 (in Bulgaria), nel 1995 (Florida), nel 1997 (Danimarca) e infine nel 1999 ai campionati a squadre di Finale Ligure, Michela Galbusera non è mai scesa dal podio.
Diversa la storia personale di Jeff Onorato, ma simile è la forza d’animo e la bravura di questo campione dello sci nautico. Lui, che adesso ha 46 anni, è sempre stato un ragazzo sportivo. Fino a quell’incidente automobilistico: a 23 anni Gianfranco Onorato si ritrovò con un braccio paralizzato e una gamba compromessa. Ma non si è arreso. Per questo lui quei piccoli miracoli continua a compierli ogni giorno, vivendo bene il quotidiano, supportato da una grande fede e fiducia nelle proprie possibilità. Con queste armi il “Figlio del vento” si è inventato una nuova vita. Calzando un paio di sci ha iniziato a volare. Jeff, nato alla Maddalena, ha sempre amato il mare, tanto da arrivare a costituire con un amico un’attrezzata scuola di sci nautico, che diventerà il suo trampolino di lancio. Ottiene la qualifica di istruttore e poi di maestro federale, gareggia con i disabili e diviene campione europeo e primatista mondiale e, dopo due anni di appassionate lotte burocratiche, può finalmente gareggiare a piedi nudi con i normodotati, caso unico nella storia degli sport estremi.
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