Il Wwf Italia ha inaugurato il 15 aprile la nuova oasi Bosco di Palo, affiliata alla Rete Oasi dell’associazione: un tassello verde della costa laziale che costituisce uno degli ultimi boschi planiziali umidi della costa tirrenica. E’ una bella notizia per tutti gli amanti della natura e per tutti i disabili, per i quali è stato costruito un apposito percorso.
Nonostante le alterazioni subite nel corso degli anni, il Bosco di Palo mantiene ancora caratteristiche molto peculiari in ognuno degli habitat presenti: bosco planiziale, piscine temporanee, macchia mediterranea e prato.
Il sentiero naturale, agibile in parte anche da disabili motori, si snoda per circa 2 chilometri, toccando tutti gli ambienti dell’Oasi, dal Giardino delle Farfalle all’Area Anfibi, ed è corredato da bacheche e pannelli didattici che permettono un maggior approfondimento su alcune specie.
Moltissime le specie di uccelli che è possibile ammirare come gli usignoli, le cinciallegre, i rigoli, diversi passeriformi ed il barbagianni, ma anche mammiferi come la tartaruga palustre e la testuggine terrestre, la donnola, la volpe, la faina, la puzzola, l’istrice e il tasso, simbolo dell’oasi.
L’Oasi di Palo nacque nel 1980 grazie ad un accordo di gestione tra il Wwf e i proprietari dell’area, la famiglia Odescalchi. I 120 ettari di vegetazione sono la testimonianza di quelle vaste distese verdi che, prima dell’era del cemento, dominavano la costa tirrenica, dalla foce del Tevere fino a Santa Marinella.
Trentasei milioni di persone con disabilità in Europa, tre e mezzo in Italia, e tante di loro hanno una gran voglia di viaggiare, divertirsi con gli amici, conoscere posti nuovi. A loro e agli operatori turistici, ultimamente è rivolta maggiore attenzione in campo nazionale.
Di recente, ad esempio, l’Astoi (l’Associazione che riunisce i maggiori tour operator) e l’Handicapped scuba association international (Associazione nazionale attività subacquee e natatorie per disabili) hanno siglato un accordo che interesserà tra i quattro e i cinque mila disabili che amano praticare gli sport acquatici. Verrà formato personale specializzato, all’interno delle strutture turistiche, per permettere la pratica subacquea e del nuoto e verranno valutate le strutture turistiche per permettere ai disabili di accedere con maggiore facilità a diving center, moli, battelli, spiagge e attività subacquee.
Tra le strutture turistiche accessibili ai disabili spicca, tra tutti, il progetto che il Consorzio Siciliano di Riabilitazione – A.I.A.S. sta realizzando in provincia di Ragusa, tra Modica e Pozzallo. Una delle più grandi sfide del C.S.R. attualmente è il completamento del primo Villaggio vacanze d’Europa dedicato esclusivamente alle persone con disabilità, ad una parte di quei 36 milioni di disabili che amano viaggiare e trascorrere le vacanze in compagnia di amici e parenti. Il Villaggio vacanze nascerà nella campagna ragusana, in contrada Todeschella, su un terreno di oltre 47 mila metri quadri di proprietà del Consorzio. Attualmente, il Centro conta 21 posti letto e il progetto prevede la realizzazione di 80 posti letto complessivi, suddivisi nei caratteristici bungalow tipici dei centri vacanze. La particolarità è data dal fatto che il progetto è stato pensato per rendere l’intera struttura accessibile: i bungalow saranno tutti al piano terra e la piscina (già edificata) è stata costruita per consentire ai disabili di fare il bagno. Momenti di vacanza e relax, ma grande attenzione alla riabilitazione: il villaggio vacanze sarà dotato infatti di appositi spazi e di personale per le terapie.
Anche altre regioni d’Italia si stanno industriando in favore del turismo accessibile. In Piemonte, alcuni giorni fa, è ripartito “Turismabile”, progetto voluto dalla Regione e realizzato dalla Consulta per le persone in difficoltà, per fornire ai turisti disabili una filiera di servizi integrati: dai trasporti all’alloggio, dai pasti alle visite guidate. La Consulta, inoltre, sta lavorando per identificare un criterio omogeneo di accessibilità, in modo da fornire agli operatori uno strumento utile a capire cosa significhi struttura accessibile e quali siano le azioni da compiere per adeguare la propria struttura turistica.
Informazioni e consulenze sul turismo accessibile e per sensibilizzare gli operatori del settore vengono fornite anche dallo Sportello vacanze dell’A.I.A.S. di Milano. In questi giorni è stato presentato il volume “Itinerari lecchesi, guida al turismo accessibile”, realizzato dalla Provincia di Lecco in collaborazione con la Cgil locale e l’A.I.A.S. di Milano. La guida contiene una dettagliata descrizione di itinerari turistici, integrata con informazioni pratiche sull’accessibilità ai disabili dei luoghi e delle strutture ricettive. L’A.I.A.S. Milano infine ha realizzato anche “Zona uno per tutti”, una guida al centro storico del capoluogo lombardo, arricchito con 80 schede su musei, chiese, teatri e cinema e con tutte le informazioni per visitatori con ogni tipo di disabilità.
Viaggiare all’estero, visitare l’Europa e le sue splendide capitali. Un sogno di molti, ma purtroppo non ancora per tutti.
E’ ancora tutto aperto infatti il dibattito, e le relative battaglie avviate da associazioni e disabili, per risolvere il problema legato all’unificazione a livello europeo del contrassegno per i disabili.
I disabili che, per vacanza o per ragioni di lavoro, si recano con i propri mezzi in altri Paesi europei devono ancora fare i conti con realtà diverse per quel che riguarda i posteggi a loro riservati. Infatti il contrassegno per i parcheggi riservati alle persone disabili rilasciato dai Comuni italiani non è ancora valido negli altri Paesi europei perché il Governo italiano non ha ancora recepito la “raccomandazione” dell’Unione europea.
La “raccomandazione” risale al 1998 e spiega che “è necessario uniformare i contrassegni invalidi emanati dagli Stati membri dell’Unione europea”. A questo proposito, è stata anche definita “la forma fisica del contrassegno invalidi europeo”.
Si tratta però di un invito e non di una direttiva. Un invito non recepito dal Governo italiano e che rende molto complicato ai disabili l’accesso all’estero con i propri mezzi: rischiano in ogni caso la contravvenzione a causa dei contrassegni non corretti.
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