Una competizione televisiva per trovare una ragazza disabile che emerga come modella: lo manderà in onda la tv britannica Bbc, che nel reality show racconterà la competizione tra otto giovani donne disabili di diverso tipo, che culminerà con l’incoronazione della Britain’s Missing Top Model, ovvero la “Top model britannica che mancava”. Un’esperienza da ripetere anche in Italia?
Il programma britannico inizierà la prossima estate e andrà in onda sulla Bbc3. Già se ne parla tantissimo: si tratta di una serie televisiva che ha preso ispirazione dal programma televisivo americano America’s Next Top Model. Le otto finaliste inglesi saranno tutte disabili: vivranno insieme in un appartamento e seguiranno un training per diventare modelle.
“La nostra intenzione è quella di rendere più forti sia le donne che parteciperanno al progetto, sia le migliaia di altre che risultano invisibili al mondo della moda soltanto perché sono disabili” ha detto Richard McKerrow, direttore creativo dell’agenzia organizzatrice del programma, la Love Productions. “Questa serie – ha aggiunto Three Danny Cohen, responsabile della Bbc – vuole infrangere i confini artificiali che sembrano esistere nell’industria della bellezza e della moda. Sarebbe bello se in futuro vedessimo più modelle disabili sulle copertine delle riviste di tutto il mondo”.
Un sogno che diventerà presto realtà, almeno in Inghilterra, dove le modelle potranno sfilare, imparare a posare davanti all’obiettivo e, la vincitrice, avrà in premio un book realizzato da uno dei più famosi fotografi di moda, oltre ad articoli che verranno pubblicati su giornali patinati molto noti.
La serie sarà supportata da Ouch!, il sito della Bbc dedicato alle disabilità. Non è la prima iniziativa del genere. Oltre a quella già sperimentata in America, da diversi anni ad Hannover si svolge la manifestazione “Beauties in motion”, concorso per aspiranti modelle in carrozzina. Tutte belle e disabili, come dimostrano le loro fotografie!
Sono 2 milioni e 600 mila i disabili in Italia, il 4,8 per cento della popolazione. Un recente studio della Commissione dell'Unione europea sulla deistituzionalizzazione dei disabili illustra gli ultimi dati sulle loro condizioni di vita. Altre ricerche confermano: l'80 per cento dei disabili residenti nell'Ue non hanno un lavoro.
Due milioni e 600 mila disabili in Italia, quasi il 5 per cento dell’intera popolazione. A registrarlo è stato un recente studio della Commissione dell’Unione europea sulla deistituzionalizzazione dei disabili. Realizzato tramite i dati raccolti anche da fonti Istat, lo studio dell’Ue evidenzia l’incidenza delle persone disabili nel Paese e le metodologie per la loro accoglienza e cura. L’indagine è stata realizzata in Italia, Germania e Inghilterra. Come casi di studio, sono state analizzate tre Regioni campione: Veneto, Emilia Romagna e Campania.
Il dato complessivo parla di 2 milioni e 600 mila persone disabili presenti in Italia. Si tratta del 4,8 per cento della popolazione se si fa riferimento alla disabilità in senso stretto, cioè alla totale mancanza di autonomia. Considerando invece la disabilità in senso più ampio si arriva al 13 per cento della popolazione. Se si prende in considerazione solo la popolazione anziana – oltre i 65 anni – la percentuale di disabilità arriva al 18,7 per cento.
Di questi, 178 mila vivono in residenze comunitarie (304 ogni 100 mila abitanti), mentre circa 153 mila (262 su 100 mila) sono gli istituzionalizzati. Tra di loro, oltre 100 mila le donne, e poco più di un migliaio i bambini. I lavoratori del settore sono 163 mila, di cui 66 mila si occupano di assistenza e 40 mila compongo lo staff clinico (medici, fisioterapisti, psicologi, terapisti della riabilitazioneecc.).
I servizi di assistenza per i disabili, sottolinea ancora lo studio, vengono svolti da autorità pubbliche, associazioni no profit ed enti privati, ma il 50 per cento dei servizi di assistenza residenziale viene eseguito dagli enti pubblici.
Altre ricerche estendono la visuale all’intera Unione europea. Qui vivrebbero ben 50 milioni di disabili. Preoccupante è il dato sulla loro occupazione: la ricerca Eurostat del 2000 evidenzia infatti che l’80 per cento circa dei disabili residenti nell’Ue è disoccupato. Un dato, questo, che parla chiaro: la disabilità va affrontata con un approccio globale, considerando cioè non solo la riabilitazione fisica, psichica e neurologica ma anche l’importanza di una riabilitazione sociale e lavorativa dei disabili.
Il 3 ottobre 2005 presso la Sala della Protomoteca Campidoglio di Roma si è tenuto il 1° Concorso Nazionale del Terzo Millennio, "Arti figurative e composizione" promosso dall'Associazione Italiana per l'Assistenza agli Spastici, sotto l'alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.
Il 3 ottobre 2005 presso la Sala della Protomoteca Campidoglio di Roma si è tenuto il 1° Concorso Nazionale del Terzo Millennio, "Arti figurative e composizione" promosso dall'Associazione Italiana per l'Assistenza agli Spastici, sotto l'alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. L'Associazione Italiana per l'Assistenza agli Spastici, in occasione del suo cinquantesimo compleanno celebrato il 22 novembre 2004, ha indetto un concorso nazionale di arti figurative e composizione sul tema "Disabilità, Solidarietà" con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, rivolto a tutti gli studenti delle scuole superiori. Di seguito la presentazione del Presidente Nazionale: "Hanno risposto da ogni parte d'Italia, con uno slancio ed una partecipazione straordinaria che non ci saremmo aspettati: oltre cento le scuole che hanno inviato gli elaborati; oltre cinquecento le opere pervenute, distribuite pressoché equamente fra il settore composizione e arti figurative. Attraverso una pennellata di colore, un tratto di matita, un abbozzo di acquarello, un componimento poetico o narrativo, ognuno ha delineato il proprio sentimento solidale, la propria consapevolezza di essere parte di una umanità composita, assimilandola in tutte le sue sfaccettature. Alcuni dei lavori sono stati fatti in gruppo. La sinergia, la capacità di mettersi insieme per creare, aggiungere note personali al mosaico artistico corale, è altamente significativo, se non altro per illuminare quel sentimento condiviso, che è alla base di una reale integrazione. Un nostro sentito ringraziamento va al corpo docente, ai presidi degli istituti, che appoggiando la nostra iniziativa, si sono fatti portavoce dello stato d'animo comune dei propri studenti: quel senso di solidarietà che immaginiamo, palpabile e sicuramente avvertito. Ogni concorso prevede un premio, anche il nostro ha inteso premiare i migliori, e non solo loro, ma ogni singolo partecipante a testimonianza di un particolare momento di vita in cui, giovani, moltissimi dei quali mai conosciuti tra loro, si sono trovati a pensare tutti insieme, a creare artisticamente, con passione, quell'affIato di consenso solidale, per sconfiggere l'indifferenza di molti. Un ulteriore sentito ringraziamento ho il piacere di rivolgere alla Presidenza del Senato e della Camera dei Deputati, al Presidente del Consiglio e a tutti i Ministri che hanno plaudito a questa manifestazione con la concessione del patrocinio. In modo particolare al MIUR che ha voluto onorarci di una fattiva collaborazione per una migliore visibilità dell'evento. Mi è gradito infine rivolgere al Sindaco e al Vice Sindaco di Roma una menzione particolare per la loro stima e simpatia dimostrata nei confronti della nostra Associazione".
Ing. Francesco Lo Trovato Presidente Nazionale A.I.A.S. Onlus
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