Si è svolta il 27 settembre scorso, nella sede della Provincia regionale di Enna, una conferenza di servizi indetta dal presidente Cataldo Salerno a seguito delle richieste avanzate dal Consorzio Siciliano di Riabilitazione, che svolge attività di cura e assistenza per circa 400 disabili fisici e psichici nei Comuni di Enna, Barrafranca, Nicosia e Piazza Armerina. Dopo un lungo incontro, finalmente è stato raggiunto un accordo che verrà perfezionato – come ha assicurato il direttore generale dell’Ausl4, Iudica – entro 15 giorni al massimo: l’accordo consente al CSR di Enna di poter proseguire il ricovero dei diversamente abili in regime di seminternato, il cui finanziamento era stato sospeso dall’Ausl a luglio.
Si tratta di un servizio socio-sanitario istituito nel 2001 dal Consorzio di Riabilitazione che, grazie all’aiuto della Provincia, dei Comuni e dell’Ausl, permette a centinaia di persone con disabilità di essere curate e assistite nel centro di Enna per l’intera giornata, tornando però a casa la sera: un servizio necessario per la crescita del disabile e in grado di alleviare diverse incombenze alle loro famiglie, che possono così vivere una vita “normale” ma allo stesso tempo avere il proprio figlio accanto. La riabilitazione in seminternato era stata sospesa il 19 luglio di quest’anno, a causa del mancato rispetto degli accordi precedenti da parte dell’Ausl4, che si è rifiutata di versare le quote di propria competenza sostenendo che non si tratti di un servizio “sanitario”, bensì unicamente “assistenziale”. Di questo si è discusso ieri mattina: erano presenti il presidente della Provincia Cataldo Salerno, il presidente regionale del CSR Francesco Lo Trovato (anche nella veste di presidente nazionale AIAS), il presidente del CSR di Enna, Giuseppe Adamo, il consigliere nazionale AIAS Calogero Vetriolo, il direttore generale dell’Ausl Iudica e il funzionario Claudio Faraci, sindaci, assessori e rappresentanti dei comuni di Barrafranca, Piazza Armerina, Gagliano, Calascibetta ed Enna. L’intesa raggiunta, dunque, consentirà come accadeva fino allo scorso luglio la suddivisione della “spesa” per il ricovero in seminternato dei diversamente abili: per la parte assistenziale (cioè la riabilitazione e le attività volte al miglioramento della qualità della vita del disabile) la Provincia e i Comuni si sono impegnati a mantenere in vita quello che da tutti è stato definito un servizio “essenziale”, mentre la parte sanitaria verrà corrisposta dall’Ausl.
“In questi anni abbiamo raggiunto ad Enna degli obiettivi enormi in tema di riabilitazione, abbiamo creato un servizio all’avanguardia che è tra i migliori in Sicilia – ha sottolineato il presidente Lo Trovato – Adesso occorre che da subito si ritorni all’accordo sottoscritto inizialmente tra tutte le parti, per evitare quanto accaduto ultimamente: genitori che si sentono abbandonati dalle istituzioni e personale dipendente, quale quello impiegato nei nostri centri di riabilitazione, costretto alla precarietà non per volontà nostra”. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della sezione di Enna, Giuseppe Adamo: “Noi, genitori di disabili, vogliamo il servizio di seminternato per evitare che i nostri figli vengano trasferiti chissà dove per effettuare la riabilitazione, magari lontano dalle nostre case” ha affermato. Il presidente della Provincia, Cataldo Salerno, ha infine riconvocato le parti in attesa che il direttore dell’Ausl Iudica prepari una nuova bozza di protocollo per il finanziamento dell’attività di seminternato, e ha auspicato che tutti adesso mantengano gli impegni presi.
|