Riconoscimento della, centralità della persona disabile e della sua famiglia, nell'organizzazione dei servizi e nella progettazione degli interventi. Il paziente e la sua famiglia non sono più l'oggetto dei trattamenti riabilitativi, non ricevono semplicemente trattamenti, prestazioni o servizi, ma vengono integrati nel team riabilitativo come sue componenti attive;
La necessità di un approccio globale al paziente inteso come unità bio-psico-sociale secondo un intervento che si connota come un processo di soluzione dei problemi;
Il passaggio di un modello orientato a erogare prestazioni a uno scopo finalizzato a raggiungere determinati, ben definiti e misurabili outcome degli interventi riabilitativi, ossia il passaggio da una riabilitazione basata sui trattamenti ad una riabilitazione basata sulla prognosi;
La maggior parte dei processi di cura richiede l'intervento coordinato e integrato di diverse patologie di operatori; il lavoro di gruppo è diventato una delle modalità prevalenti di operare in ambito sanitario, in contrasto con approcci di tipo individuale o di tipo gerarchico.
Per descrivere , il processo della riabilitazione medica basato sulla centralità delle persone il National Center Medical Rehabilitation and Research (N.C.M.R.R.) degli U.S.A., ha sviluppato un modello sistemico, secondo cui il processo riabilitativo viene considerato come un complesso circuito Feed-Back, che integra l'intera persona come un'entità che deve risolvere simultaneamente vari problemi nelle diverse aree indicate.
Alla base delle modalità organizzative e di erogazione dei relativi servizi sta il lavoro in team professionale-riabilitativo.
Esso prende in carico il paziente e valuterà i risultati in relazione agli interventi svolti nel corso del processo riabilitativo che hanno consentito alla persona di raggiungere il livello di abilità funzionale e di reintegrazione sociale che si erano proposti. La capacità di comunicare efficacemente a "tutti i livelli" sia tra professionisti, che con gli utenti, diventa allora una delle condizioni fondamentali perchè il lavoro di team abbia successo.
Il termine RIABILITAZIONE significa "ri-rendere-abile".
La riabilitazione medica fornisce un approccio al soggetto disabile nella sua globalità fisico-psichica, affettiva e relazionale, tramite l'utilizzo di un insieme di trattamenti e di interventi specializzati di rieducazione tendenti a ridurre al minimo i postumi della lesione e a massimizzare le residue abilità funzionali,fisiche e mentali. Pertanto la rieducazione funzionale comprende:
Rieducazione motoria che, con l'utilizzo dell'esercizio terapeutico e l'applicazione di vari complessi metodi e mezzi fisioterapici, mira al recupero dell'uso funzionale di muscoli e segmenti corporei colpiti dalla patologia e al rafforzamento di quelli rimasti integri;
Logopedia, per consentire all'individuo di recuperare e conservare le capacità di comunicazione, di linguaggio, di attenzione, di memoria, di pensiero, nonchè delle abilità deglutitorie. E' intesa come competenza specifica per il trattamento dei disturbi del linguaggio e della comunicazione dei soggetti di tutte le fascie di età. Si occupa pertanto di tutte le patologie che provocano disturbi della voce, delle parole, del linguaggio orale e scritto e degli handicap comunicativi, intervenendo in maniera abilitativa e riabilitativa.
Psicomotricità: la terapia psicomotoria si propone come forma di psicoterapia idonea per bambini compresi tra 0 e 10/11 anni.
Si realizza con due modalità:
· la terapia individuale;
· la terapia di gruppo.
La scelta viene fatta conseguentemente alla gravità della patologia presentata dal bambino, che si riflette sul grado della compromissione, della comunicazione, della relazione e della socializzazione. Gli strumenti di lavoro privilegiati sono il gioco psicomotorio e la relazione corporea. Si ripercorrono così le tappe dell'evoluzione psicologica del bambino, prima in regressione, alla ricerca dei nuclei conflittuali, e poi in progressione, per operare una ristrutturazione della personalità.
Recupero delle abilità necessarie a una vita autonoma nella comunità;
Riabilitazione all'autonomia per evitare o ridurre la necessità di continua assistenza;
Riabilitazione professionale che, sfruttando le possibilità motorie e cognitive recuperate e studiando l'eventuale applicazione di ausili tecnici e di modifiche ambientali, ha per scopo l'apprendimento e il massimo recupero di tutte le attività funzionali necessarie all'inserimento o al reinserimento scolastico e/o lavorativo.
L’ambulatorio è aperto al pubblico dalle ore 08.00 alle ore 15.30 tutti i giorni escluso la domenica. Solitamente in ambulatorio si interviene sui bambini, già dal momento in cui escono dall’incubatrice. In particolare i prematuri con danno cerebrale , certo o sospetto , vengono inviati dalle varie Divisioni Ospedaliere di Neonatologia o dai Reparti Clinici Universitari o dalle strutture territoriali.
L’Equipe Sanitaria di riferimento redige il programma riabilitativo e ,dopo un’attenta e globale valutazione, stabilisce quanti accessi settimanali terapeutici richiedere alle A.U.S.L..
Ogni seduta terapeutica ha la durata di 40 min. Inoltre il settore ambulatoriale è indicato per quei soggetti adulti, con disabilità residue non ostacolanti il cammino, con o senza ausilio, (Parkinson iniziali, ictus cerebrali con buona vigilanza ed autonomia motoria con o senza ausilio, paraplegici che fanno uso di carrozzina).
In ambulatorio è altresì possibile praticare la idroterapia con esercizi dinamici in acqua che consentono la prevenzione di regressi in sede articolare, facilitano il movimento e riducono la spasticità.
Vengono inoltre effettuate visite sia con specialisti interni che con esperti del settore.
Il semiconvitto è aperto al pubblico dalle ore 07.45 alle ore 17.00 escluso la domenica. E’ frequentato da soggetti con disabilità motorie gravi , con compromissioni cognitive maggiori e deficit molto severi della comunicazione e dell’espressione verbale.
I Soggetti vengono accompagnati al Centro dai genitori, e dai pulmini della CO.RE.SI. o dall’AMT. E’ possibile frequentare anche la scuola elementare, all’interno del Centro, per i casi maggiormente compromessi e viene sfruttato ogni momento della giornata per potenziare le autonomie generali.
Il momento del pranzo rappresenta un esempio per dimostrare tutto l’impegno investito nell’igiene personale (lavare le mani, la bocca) , nell’alimentazione (deglutizione alterata, riflesso del morso, rigurgiti, incoordinazioni del tratto orale) , nel corretto allineamento posturale, nelle relazioni interpersonali con rispetto dei turni, nella socializzazione. Ovviamente si aggiunge un trattamento quotidiano specifico relativo alle difficoltà individuate per ogni singolo caso dall’Equipe.
E’ possibile ancora, per i soggetti con abilità motorie sufficienti, praticare una serie di attività occupazionali che vanno dalla falegnameria alla ceramica, dalla tessitura al bricolage. Tali attività di gruppo migliorano la coordinazione oculo-manuale, svolgono un importante ruolo di stimolo negli Utenti e rappresentano un rilevante momento socializzante. I manufatti realizzati dagli Assistiti vengono esposti e venduti in mostre, organizzate periodicamente dal Centro, il cui ricavato viene distribuito a tutti coloro che hanno lavorato attivamente.
Per i soggetti che versano in gravi condizioni si prediligono le tecniche che favoriscono l’allineamento del corpo,una sufficiente escursione toracica, una prevenzione del reflusso gastro esofageo per il rischio di polmonite ab ingestis, prevenzione delle deformità e delle algie conseguenti farmaco- resistenti .
Associazione Italiana Assistenza Spastici - Via Cipro 4/H Roma
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