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Img Alessandria, le clamorose proteste della Sezione Aias: “I nostri soldi per i nostri disabili”. img

“Vado a fare la spesa per i nostri Assistiti con i soldi della mia pensione e ieri ho voluto fare un gesto che spero possa smuovere le coscienze, da cittadino e da volontario dell'Aias: versare i due terzi della mia pensione per provare a mantenere in vita la nostra Associazione”. E' la clamorosa protesta di Savino Di Donna, il segretario dell'Aias di Alessandria che ieri si è recato al Comune per depositare una missiva molto particolare al sindaco Piercarlo Fabbio. Una protesta che proseguirà nei prossimi giorni per evitare la chiusura delle strutture per disabili gestite dall'Aias.

Da diversi mesi i responsabili e i volontari della Sezione Aias di Alessandria lanciano appelli e fanno sentire la propria voce per scongiurare la chiusura dei centri diurni, della casa famiglia e di tutte le strutture riabilitative gestite in favore delle persone con disabilità. Appelli finora caduti nel vuoto. E' questo che ha spinto, giovedì 8 settembre, il segretario dell'Aias Savino Di Donna a intraprendere un'iniziativa finita sulle pagine di tutti i quotidiani piemontesi: si è recato all'Ufficio Protocollo del Comune di Alessandria per consegnare una busta contenente una missiva per il sindaco Piercarlo Fabbio e la somma di 800 euro, due terzi della pensione di Di Donna, con preghiera di trasmetterli al Cissaca, il Consorzio che riunisce diversi Comuni dell'Alessandrino e ne gestisce i servizi socio-assistenziali. Con lui c'erano anche Giancarlo Mietta, Giovanni Trisoglio e Giuseppe Parola, gli ultimi due rispettivamente presidente e vice presidente dell’Aias di Alessandria.


 

Un gesto pubblico clamoroso per riportare all'attenzione dell'opinione pubblica il rischio che le centinaia di Assistiti dell'Aias rimangano senza assistenza e che i circa 40 lavoratori perdano l'impiego. Motivo dello stato di crisi della locale Sezione sono i circa 700 mila euro di crediti vantati nei confronti dell'Asl, di una cooperativa di Biella con cui si gestiscono alcune strutture riabilitative e del Cissaca. “Il Comune di Alessandria deve al Cissaca qualcosa come 9 milioni di euro, per questo noi non riceviamo da mesi quanto ci spetta” spiega Di Donna, che nella lettera inviata al sindaco Fabbio sottolinea come “la quota inviata (gli 800 euro) rappresenta anche il debito che ogni cittadino residente nel Suo territorio ha nei confronti dell'Ente gestore dei Servizi Socio Assistenziali”.

Una situazione gravissima, che mette a rischio la sussistenza dei due centri diurni, della casa famiglia e della piscina riabilitativa gestiti dall'Aias. “Andiamo avanti con i nostri soldi e con gli anticipi delle banche, pagando interessi su interessi, per proseguire le attività e pagare i dipendenti, ma per la prima volta in 40 anni abbiamo chiuso il nostro bilancio in passivo” dice Di Donna, che proseguirà la protesta nei prossimi giorni durante manifestazioni pubbliche e in Consiglio comunale.

Ecco la lettera inviata al sindaco di Alessandria (CLICCA QUI).

Nell'immagine, la copertina del quotidiano Il Piccolo di venerdì 9 settembre.

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