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Img Il grido disperato dell´Aias di Alessandria: “Rischiamo la chiusura”. img

E' sempre più grave la situazione finanziaria della Sezione Aias di Alessandria, da anni alle prese con i pesantissimi ritardi nei pagamenti da parte del Cissaca, il Consorzio dei servizi sociali di Alessandria. Con molta fatica, i responsabili della Sezione sono riusciti ad andare avanti, facendo l'impossibile per continuare a gestire i servizi per i disabili e per pagare stipendi, contributi e fornitori. Ma la crisi di liquidità rende sempre più complicata la sopravvivenza dei due centri per disabili gestiti dall'Aias alessandrina, tanto che il consiglio d'amministrazione della sezione piemontese ricorre a nuove proteste contro le istituzioni pubbliche e minaccia la chiusura.

Ecco il racconto delle ultime vicende, nell'articolo pubblicato sabato 4 febbraio sul quotidiano La Stampa.

L'AIAS ORA MINACCIA DI CHIUDERE
Ha 600 mila euro di crediti: “Non ce la facciamo più ad andare avanti”

di Franco Marchiaro

Ieri mattina Savino Di Donna, segretario dell'Aias, l'Associazione Italiana Assistenza agli Spastici che gestisce due centri per disabili in città ed a San Giuliano Nuovo, era deciso: “Sospendo l'attività: senza finanziamenti e solo facendo debiti o pagando gli anticipi delle banche non è possibile andare avanti”.
Il centro in città, in via Galimberti, è aperto durante il giorno ed ospita 41 assistiti dai 18 ai 41 anni; quello di San Giuliano, realizzato con l'intervento del Comune nelle ex scuole elementari del sobborgo, ha dieci ospiti nel solo turno diurno ed altrettanti in quello residenziale.
“Per i continui ritardi nei pagamenti dei contributi – diceva Di Donna – avanziamo oltre 600 mila euro dal Cissaca e dall'Asl Alessandria: ho convocato nel primo pomeriggio il consiglio di amministrazione e proporrò la chiusura dei centri diurni, mantenendo soltanto i dieci posti residenziali di San Giuliano”.
Proposta choc considerando le situazioni dei cinquanta disabili che avrebbero perso anche l'assistenza che li aiuta a una parziale riabilitazione ed a ottenere una certa integrazione nella società. I consiglieri ed i famigliari degli ospiti dei due centri presenti alla riunione hanno fatto notare i problemi, anche le reazioni dei disabili e quelle delle famiglie. A conclusione è stato quindi deciso di non sospendere i due servizi, ma di protestare anche pubblicamente, non appena le condizioni meteorologiche lo permetteranno. “Contro un Comune il cui sindaco – dice Di Donna – oggi scopre la disability, nomina anche la manager disability, ma colloca il suo ufficio in un edificio che non ha neppure l'ascensore”.
Resterà in funzione anche la piscina sanitaria di via Galimberti. “Malgrado – conclude Di Donna – dal Cissaca non mi sia mai offerto un euro anche se ho ottenuto di farla realizzare nel palazzo che ha la sua sede e registri molti utenti”.
La situazione, malgrado la tregua, è grave: il Cisasca e le alter associazioni, come l'Aias, hanno nel 2011 pagato migliaia di euro di interessi per ottenere anticipi dalle banche. “Il Comune – dice ancora il segretario Aias – deve nove milioni al Cissaca che ad ottobre, a seguito dell'ultima finanziaria dovrà essere sciolto, che fine faranno quei soldi che interessano anche noi?”.
Intanto Savino Di Donna ha iniziato una azione di pignoramento nei confronti del Cissaca che da parte sua ha chiesto di poter utilizzare i locali dove ha sede legale l'associazione, creando altri problemi.

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